La storia della famiglia Pan
Riportiamo qui sotto il primo articolo apparso sulla stampa e sul mensile veneti nel mondo a cura della regione Veneto , in cui Anna Maria Zampieri racconta l'avventura capitata al marito Mario, leggetela perchè è una storia che ha dell'incredibile.
4 aprile 2001
DA TEZZE SUL BRENTA A CAXIAS DO SUL
STORIA DI CONSANGUINEI RITROVATI
Da sinistra : Angela Peccati,Antonio Pan,Francesco Pan, Rosa Guidolin, Maria Pan, Regina Pan e Amalia Pan
di Anna M. Zampieri Pan
E' il 13 febbraio 1975, un giovedì, e a Porto Alegre, la capitale del brasiliano Rio Grande do Sul, arriva in visita ufficiale una delegazione del Veneto per partecipare ai festeggiamenti del centenario dell'immigrazione italiana. Una dozzina i componenti, tra politici, amministratori, industriali e giornalisti. All'albergo Plaza San Rafael ha luogo una colazione di lavoro offerta dalla Commissione esecutiva del Centenario, presente il governatore dello Stato, ing. Euclides Triches. Tra gli invitati c'è anche il vescovo di Caxias do Sul, monsignor Zorzi, originario di Piove di Sacco. Seduto a tavola accanto a lui Mario Pan, a rappresentare l'associazione industriali di Vicenza.
Dopo i convenevoli di rito, la conversazione si accende e i cuori si riscaldano, come avviene normalmente durante gli incontri conviviali. Si passa al "tu" e si parla in dialetto veneto, anzi in "talian", come è definita la seconda lingua maggiormente parlata nel Rio Grande do Sul, dopo il portoghese.E"Varda che ti qua te ghe parenti" dice Zorzi al Pan. "Non me risulta, eccellenza". E il monsignore, puntando l'indice della mano destra sul volto dell'interlocutore: "No me sbaglio, i se ciama Pan, i ga el muso come el tuo, co la buseta su la sbessola come ti... Va a Nova Padua e domanda de Antonio Pan, detto el campanaro..."
Il giorno dopo, a Nova Padua, avviene l'incontro del vicentino Mario Pan con il riograndese Ernesto Pan, uno dei figli di Antonio, e la sua numerosa famiglia. Le fisionomie dei volti, dagli anziani ai più giovani , rivelano tracce antiche, così come le strutture e i particolari decorativi della casa di abitazione. Orientata tra il verde delle colline sapientemente coltivate a frutteti e vigneti, le arcate del portico e la grande cucina col focolare sembrano le stesse della casa colonica veneta. L'accoglienza è commovente, in un abbraccio infinito. Le domande si susseguono alle domande: immaginiamoci un ritardo di notizie di oltre un secolo...
Ma Ernesto precisa: "No, no semo veneti, semo tirolesi..." ed esibisce un lenzuolo di documento (50x40 cm) rilasciato a Vienna il 30 giugno 1864 a comprova del servizio militare prestato in un reggimento austriaco di artiglieria dall'antenato Angelo Pan, nato a Tezze nel 1833. Per loro l'Italia non esisteva ancora... Dopo il documento, mostra una vecchia fotografia ingiallita: rappresenta un gruppo familiare, genitori e cinque figli. Sono il "tirolese" Angelo con moglie in gonne lunghe e tradizionale "traversa", le loro figlie femmine e i due maschi (uno dei quali già in tenuta "gaucha"). Il ritratto è opera del fotografo Francisco Musconi di Caxias do Sul e non porta alcuna data. Potrebbe essere stato eseguito alcuni anni dopo l'emigrazione, presumibilmente avvenuta intorno al 1890. Una replica della stessa fotografia sarà più tardi trovata da Mario Pan a Campagnari di Tezze sul Brenta tra i documenti della zia paterna Rita, che ricordava uno dei tanti zii, Angelo appunto, "partito per l'America". Dopo quella fotografia, il nulla.
Da allora i Pan del Rio Grande sono diventati una tribù. Anch'essi, con le migliaia di altri veneti partiti in tempi lontani da una terra che non aveva abbastanza pane per le famiglie numerose, hanno contribuito a dare "uma licao de amor feita com trabalho, pao e vinho" (una lezione di amore fatta di lavoro, pane e vino), come è scritto a lettere cubitali sul manifesto ufficiale del "Centenario da imigracao italiana 1875/1975" nel brasiliano Rio Grande do Sul.
Cinquant'anni prima, in un ponderoso volume edito in pieno periodo fascista - vi appaiono anche i messaggi e le foto di re Vittorio Emanuele III e di Benito Mussolini - era stato dedicato un profilo biografico a Francesco Pan, uno dei figli di Angelo, fondatore e direttore insieme con Annibale Fornari della cooperativa agricola e di generi alimentari "Estrella Guaporense". I due operatori vi venivano definiti "fior di galantuomini" e la cooperativa, creata nel 1921, "vanto ed orgoglio della industre popolazione dell'11.a Linea di Guapore".Molti legami sono stati riallacciati, una storia a lungo dimenticata - come è quella dell'emigrazione italiana nel mondo, è stata per certi aspetti esplorata e approfondita. Oggi tutto sembra diventare più facile, grazie alla velocità degli scambi e delle comunicazioni. Un tempo, senza Internet, occorreva mettersi fisicamente in viaggio per andare alla scoperta...
Come tre anni prima del famoso centenario del 1975, quando lo stesso Mario Pan - proveniente dal Mato Grosso e diretto in Paranà, lungo il Rio Iguacù si imbattè in un giovane di colore che parlava disinvoltamente il dialetto veneto. Il ragazzo spiegò di averlo appreso dalla proprietaria di una "churrascheria", un'anziana donna discendente di vicentini... Incontratala, il viaggiatore partito da Vicenza apprese l'antica storia della donna che gli parlò anche delle migliaia di veneti cola' insediatisi. Mario Pan non sapeva ancora che proprio in quelle terre avrebbe un giorno ritrovato decine, divenute ormai centinaia, di suoi consanguinei.
(Marzo 2001 per Veneti nel Mondo)
Anna Maria Zampieri